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Prima Parte

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Cenacoli Vocazionali

P. Nicola Bollino r.c.j.


 

PRIMA PARTE

 

L'ORIGINE DEI "cenacoli VOCAZIONALI"

    Come nascono i "Cenacoli Vocazionali".
    Ma anche dove e quando comincia nella Chiesa questa esperienza. Conoscere le finalità dei "Cenacoli Vocazionali".
La finalità principale dei "Cenacoli" è pregare per le vocazioni.
Questo impegno parte da molto lontano perché lo stesso Vangelo ne parla in due punti quando Gesù agli apostoli in Matteo e ai discepoli in Luca dice:
    "Pregate il Padrone della messe perché mandi operai nella sua messe" (Mt 9,39; Lc 10,2ss)
.
La necessità di pregare per le vocazioni, dopo l'istituzione della Giornata Mondiale (da parte di Paolo VI nel 1964) è diventata sempre più sentita ed insistente nella Chiesa.
Anche per questo sono sorte molte iniziative a livello diocesano, nazionale e internazionale fino a forme di impegno e di consacrazione...
Come è emersa questa sensibilità di "rogare", pregare per i "Buoni Operai" dalla base del popolo di Dio fino ai vertici della Chiesa ufficiale?
Questa "compassione" del cuore di Cristo per le necessità del Regno ... non era così recepita nella Chiesa fino a quando sul finire del 1800 e agli inizi del '900 S. Annibale M. Di Francia non svolse il suo ministero pastorale in un malfamato quartiere di Messina, come tra una turba abbandonata come gregge senza pastore. Egli, ancor giovane, aveva sentito profondo dolore per le conseguenze delle diserzioni di sacerdoti e di religiosi, a causa dei moti rivoluzionari del suo tempo.
Un giorno, giovanissimo ancora, trovandosi in adorazione nella chiesa di S. Giovanni di Malta della sua città...
    «ebbe in mente questo pensiero dominante cioè che per operarvi il maggior bene nella S. Chiesa, per salvare molte anime, per estendere il regno di Dio sulla terra, nessun mezzo fosse tanto sicuro quanto l'accrescersi di eletti ministri di Dio (...) e che quindi ottima e proficua preghiera da preferirsi sarebbe quella di chiedere instantemente al Cuore Ss.mo di Gesù che mandi sulla terra uomini santi e sacerdoti eletti» (...). Questa idea gli pareva molto chiara e indiscutibile. Un giorno lesse nel Vangelo le parole di Gesù, riportate da Matteo (9,37-38) e da Luca (10,2), «La messe è molta ma gli operai sono pochi. Pregate il Padrone della messe perché mandi operai nella sua messe» e si meravigliò come mai nessuno dei tanti manuali di pietà ne facesse rilievo, e quindi si sentì spinto a coltivare questa preghiera che chiamò «rogazione evangelica».
Allora per diffondere nella Chiesa questo spirito di preghiera, l'8 dicembre del 1900, anno giubilare, fece erigere dal vescovo di Messina, Mons. Letterio D'Arrigo, la "Pia Unione della Rogazione Evangelica". Scopo primario di questa associazione era di vivere e propagare dovunque lo spirito di preghiera in obbedienza al comando di Gesù:
    «Pregate il Padrone della messe perché mandi operai... nella sua messe».
Ai nostri giorni il termine "Pia Unione" è sostituito da "Unione di Preghiera" da cui discendono i "Cenacoli Vocazionali".

Lo statuto propone di:

  • riscoprire la propria personale vocazione cristiana;
  • pregare per ottenere i «buoni operai» alla Chiesa e per la perseveranza dei chiamati;
  • offrire le gioie e le sofferenze della propria vita per questo scopo;
  • diffondere lo spirito di questa preghiera.

Quali le formalità per far parte di un "Cenacolo vocazionale"?
Il "Cenacolo" non ha scopo di lucro... si può aderire sia in forma personale, che in forma comunitaria, come se entrasse a far parte di un "monastero invisibile".
È un'idea di P. Annibale.
    "Monastero invisibile"... e subito il nostro pensiero corre alle grandi abbazie in cui si vive il motto benedettino «Ora et labora»; oppure a un luogo in cui uomini o donne si ritirano per dedicarsi alla preghiera e al lavoro nella contemplazione del mistero di Dio per vivere in pienezza la vita cristiana. Ma la parola 'monastero' trae le sue origini dalla parola greca "monos" che significa solo, e indica la scelta di coloro che si ritirano in solitudine per pregare e meditare sulla parola di Dio e vivere una sequela più radicale di Cristo lontano dalle seduzioni e dagli inganni del mondo...
    Naturalmente la parola "solo" non è da intendersi nel senso di "isolato", ma di coloro che partecipano a questa iniziativa, e formano una autentica comunità orante, come quella dei monaci. Si tratta intanto di cristiani che si impegnano a «ritirarsi nel segreto della stanza del proprio cuore» (cf. Mt 6,6) e, in comunione con altri fratelli o sorelle che fanno parte del "monastero invisibile", pregano per le vocazioni. Ci sono "Cenacoli" che pregano di notte.

La denominazione "monastero invisibile" condensa in due sole parole una realtà molto ampia e di difficile catalogazione, ma indica chiaramente che si tratta di una comunità che prega assiduamente, una comunità senza mura che la circoscrivano e la rendano visibile. è così che, continuando la genuina tradizione orante della Chiesa, mamme e papà di famiglia, giovani, comunità religiose e singoli laici, anziani e ammalati dedicano un tempo stabilito e concordato, di giorno e di notte, per impetrare dal Signore le sante vocazioni.

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